

La qualità dell’aria è uno dei parametri più importanti per misurare la vivibilità di un centro urbano, visti gli effetti diretti che l’inquinamento può avere sulla salute umana: proprio per questo negli ultimi 15 anni il problema della diffusione di particelle sottili come PM10 e PM2.5 è diventato un tema centrale per le Amministrazioni delle principali metropoli europee, che hanno messo in campo risorse e strategie con l’obiettivo di contrastare questa crescente emergenza.
Dallo stop ad alcuni modelli di motori diesel alla diffusione della sharing mobility, dalle ormai note zone 30 alle restrizioni legate alla gestione del riscaldamento domestico, fino ai piani di sviluppo del verde urbano: negli spazi cittadini caldaie e motori termici costituiscono una delle cause principali dell’inquinamento atmosferico, ma si tratta di un primato relativo, condiviso con fattori appartenenti ad ambiti diversi da quello urbano, come gli allevamenti intensivi, il trasporto aereo o le strutture industriali.
La riduzione dello smog e il miglioramento della qualità dell’aria è dunque una battaglia complessa, che può essere vinta solamente attraverso un incrocio di atteggiamenti virtuosi da parte delle Municipalità, dei cittadini e delle imprese private.
GreenGraffiti nasce come un’alternativa sostenibile alla classica cartellonistica pubblicitaria, uno strumento in grado di comunicare sul territorio cittadino limitando le risorse utilizzate e azzerando la produzione di rifiuti. I messaggi vengono installati direttamente sulla pavimentazione di piazze e marciapiedi senza la necessità di supporti plastici o cartacei; il materiale utilizzato per la posa è una sofisticata pittura alimentare, facilmente rimovibile con un semplice getto d’acqua calda, senza additivi o solventi.
Una tecnica sviluppata con un approccio green che evolve ulteriormente grazieall’applicazione di un rivestimento fotocatalitico attivo, capace di contribuire in modo sostanziale alla pulizia dell’aria cittadina.
Il trattamento applicato alle installazioni è un composto atossico a base di tecnologia fotocatalitica che, attraverso l’attivazione indotta dalla luce naturale, genera una reazione
di ossidazione in grado di trasformare e ridurre alcune delle principali sostanze inquinanti presenti nell’aria.
La formulazione è costituita da una matrice di nanoparticelle che, attivate dall’energia solare, avviano un processo chimico naturale capace di disattivare molecole nocive a contatto con la superficie, contribuendo alla riduzione di:
• Polveri sottili (PM10, PM2.5 e frazioni ultrafini)
• Monossido di carbonio (CO)
• Ossidi di azoto (NOx)
• Composti organici volatili (COV)
L’applicazione crea una rete superficiale uniforme e completamente esposta alla luce, progettata per mantenere nel tempo l’efficacia del processo senza alterare l’aspetto dell’opera.
Ogni metro quadro trattato diventa così una superficie attiva che interagisce con l’ambiente circostante, contribuendo in modo misurabile e continuo al miglioramento della qualità dell’aria urbana.
Caso studio: considerando Milano come città campione e un’esposizione media di 15 giorni per campagna, l’insieme delle installazioni realizzate nell’arco di 12 mesi genera un impatto ambientale complessivo stimato comparabile a quello di circa 120 alberi di media grandezza, equivalente alla presenza diffusa di un piccolo parco urbano all’interno della città. Si tratta dunque di una buona pratica che, pur non essendo risolutiva rispetto alla complessità del problema, concorre in modo concreto alla decontaminazione dell’ambiente e al conseguente miglioramento della qualità della vita urbana.


